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Domande per conoscersi: conosci te stesso

Giudica un uomo dalle sue domande, piuttosto che dalle sue risposte. [Voltaire]

Questo è un articolo decisamente diverso, non si tratta di un post tradizionale ma di un esperimento introspettivo completamente dedicato a te. Il network marketing in italia

Se hai la volontà di provare a darti delle risposte su te stesso continua a leggere, perché funzionerà solo se ti impegnerai e avrai voglia di scrivere per davvero.

L’esercizio consiste in una serie di domande strategiche a cui dovrai rispondere in completa sincerità.

Le condizioni dell’esperimento

Il mio consiglio è di prenderti almeno una mezz’ora di tempo da dedicare interamente a te stesso, munisciti di carta e penna per rispondere alle domande che leggerai.

Se vuoi provare questo esperimento fallo fino in fondo, leggi a voce alta le domande e scrivi le tue risposte: rispondere a voce o nella testa non è sufficiente.

Più sono sincere le risposte e più risultati avrai, cerca di essere schietto e diretto, rispondi senza pensarci troppo.

Quindi iniziamo, mettiti comodo con un blocco di carta in mano e prova a rispondere a queste semplici domande.

15 domande per conoscersi

Domande per conoscersi

Chi sei?
Rispondi con le prime parole che ti vengono in mente ma che sono in grado di definirti, anche a grandi linee.

Che cosa vorresti fare nella vita?
Fai un piccolo elenco delle attività che vorresti svolgere nella tua vita: hobby, lavori e qualunque attività che ti venga in mente.

Cosa stai facendo?
Scrivi quali attività stai facendo adesso, dopo le confronterai con quelle che vorresti fare.

Che abitudini hai?
Butta giù una rapida lista delle tue abitudini, buone e cattive, ad esempio: fumare, andare in palestra o scrivere un diario.

In cosa sei bravo?
Annota le attività che ti riescono bene senza particolari problemi, come scrivere, suonare uno strumento, andare in bici.

Cosa vorresti che in questo momento ti manca?
Una, due cose importanti di cui senti davvero la mancanza in questo preciso istante.

Quali sono le cose importanti nella tua vita?
Definisci le cose importanti nella tua vita: lavoro, famiglia, attività, persone.

Cosa vuoi fare della tua energia?
Ti svegli carico e riposato al mattino, è il tuo giorno libero, come vorresti spendere la tua energia?

Chi vorresti essere di preciso?
Compila una breve descrizione della persona che vorresti essere in futuro.

Sai come dovresti agire per realizzare i tuoi sogni?
Se hai consapevolezza dei tuoi desideri e di come devi agire per realizzarli, fai una lista delle azioni concrete che dovresti compiere per raggiungerli.

Cosa dipende da te?
Quali sono quelle azioni che possono modificare il mondo che ti circonda? Elencale specificando che cambiamenti apporterebbero nella tua vita.

Cosa puoi fare nei prossimi minuti?
Scrivi le azioni pratiche, concrete e realizzabili che adesso puoi fare per dare inizio al tuo progetto.

Qual è il primo passo che devi fare per ottenere esattamente ciò che vuoi dalla vita?
Dalla lista precedente, identifica la prima azione reale che puoi fare in questo momento che ti avvicinerà al tuo sogno.

Lo stai facendo per te o per qualcuno che se lo aspetta da te?
Metti per iscritto la tua motivazione profonda, il tuo perché, definisci se lo stai facendo veramente per te stesso o per gli altri.

Che stile di vita vorresti avere?
Immagina una tua giornata tipo: a che ora vorresti alzarti, dove vorresti vivere e quali azioni vorresti compiere appena sveglio, scrivi pure tutto quello che ti viene in mente, anche dettagli sui luoghi, sulle persone che vorresti avere accanto e sui profumi che vorresti sentire.

Domande per conoscersi meglio

Guardare l'orizzonte

Le domande per conoscersi meglio sono finite, se hai risposto a tutte dovresti avere almeno una pagina di quaderno completamente scritta.

Arrivato a questo punto ti consiglio di accantonare almeno per un giorno questo esperimento, le risposte che hai scritto sono troppo impresse nel tuo cervello, bisogna lasciarle raffreddare.

Passato almeno un giorno metti in relazione le risposte che hai dato, in particolare quelle che definiscono cosa vorresti ottenere con quello che stai facendo.

Più leggerai quello che hai scritto di tuo pugno e maggiore consapevolezza prenderai di chi sei, cosa vuoi fare e cosa devi fare per ottenere la vita che desideri.

L’esercizio finisce qui, adesso tocca a te riflettere su quello che hai scritto e dare una svolta alle tue giornate future, se vuoi puoi impegnarti pubblicamente scrivendo nei commenti le azioni che intendi portare a termine nel prossimo futuro.

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Quello che gli altri pensano di te riflette ciò che sono loro, non chi sei tu.

autostima

I Sioux avevano un proverbio molto interessante: “prima di giudicare una persona cammina tre lune nelle sue scarpe”. Si riferivano al fatto che giudicare è molto facile, capire è un po’ più difficile, ed essere empatici è molto più complicato. Questo si ottiene solo se si sono vissute esperienze simili.

Tuttavia, spesso affermiamo che gli altri ci capiscono, comprendono le nostre decisioni e le condividono, o almeno ci appoggiano. Quando non lo fanno, ci sentiamo male, ci sentiamo incompresi e anche respinti.

Naturalmente, non è colpa nostra, tutti abbiamo bisogno che in alcune situazioni qualcuno convalidi le nostre emozioni e decisioni, è perfettamente comprensibile. Ma subordinare la nostra felicità all’accettazione degli altri o prendere decisioni basandoci sulla paura che gli altri non ci capiscano è un grosso errore.

Perché ciò che gli altri pensano di te, in realtà dice molto di più di loro che della tua persona, riflette chi sono loro, non chi sei tu.

Quando qualcuno critica una persona senza essere in grado di mettersi nei suoi panni, senza mostrare un briciolo di empatia e senza cercare di capire il suo punto di vista, in realtà sta semplicemente esponendo il suo modo di essere. Con le sue parole potrebbe gridare al mondo che pensa che sei una persona cattiva, ma con il suo atteggiamento sta rivelando solo che lui è una persona insicura, con una mentalità rigida e piena di stereotipi.

Network marketing Roma

Si critica ciò che non si comprende o non si vuole accettare

La verità è che dietro ad una critica distruttiva quasi sempre si nasconde l’ignoranza o la negazione. In realtà, molte persone ti criticano perché non capiscono le tue decisioni, non si sono messe nei tuoi panni, non conoscono la tua storia e non capiscono cosa ti ha spinto a prendere una determinata strada. Molte persone criticano dall’ignoranza più profonda e, soprattutto, da una postura arrogante che fa loro pensare che possiedono la verità assoluta.

In altri casi le persone criticano perché vedono riflesse in te determinate caratteristiche o desideri propri che non vogliono riconoscere. A questo proposito, lo scrittore francese Jules Renard ha dichiarato: “la nostra critica consiste nel rimproverare agli altri di non avere le qualità che crediamo di avere noi”. Ad esempio, una donna che subisce abusi da parte del suo compagno può criticare aspramente il divorzio, ribadendo così la sua posizione: ripetere a se stessa che deve continuare a sopportare questa situazione. E il lato curioso è che quanto più dura è la critica tanto più forte è la negazione alla sua base.

In pratica, a volte la critica distruttiva non è altro che un meccanismo di difesa conosciuto come “proiezione”. In questo caso, la persona proietta sugli altri tali sentimenti, desideri o impulsi che sono troppo dolorosi o che non è in grado di accettare, in modo tale che li percepisce come qualcosa di estraneo e punibile.

Come sopravvivere alle critiche?

A nessuno piace essere criticato, soprattutto se le critiche si trasformano in veri e propri attacchi verbali. Purtroppo, non sempre possiamo evitare queste situazioni, dobbiamo imparare a convivere con esse senza che ci danneggino eccessivamente.

Come fare? Ecco alcune strategie poco comuni ma molto efficaci:

1. Mettiti al posto di quelli che ti criticano. L’empatia è un potente antidoto alla rabbia e all’ira. Non possiamo arrabbiarci con qualcuno quando comprendiamo come si sente. Così la prossima volta che critichi qualcuno cerca di metterti al suo posto, anche se quella persona non è in grado di mettersi nei tuoi panni. Così vedrai che probabilmente si tratta di una persona miope, che non ha vissuto le tue stesse esperienze di vita o che accumula molta amarezza e risentimento. Noterai così che non vale la pena preoccuparsi per le sue parole.

2. Accetta che il suo è solo un parere.Ciò che gli altri pensano di te è la loro realtà, non la tua. Quelle persone ti giudicano in base alle loro proprie esperienze, valori e criteri, non secondo i tuoi. Se si fossero messe nei tuoi panni e avessero percorso il tuo stesso cammino nella vita, probabilmente penserebbero in modo molto diverso. Pertanto, assumi che queste critiche sono in realtà solo opinioni, né più né meno. È possibile prenderle in considerazione, per vedere se puoi trarne vantaggio, o puoi semplicemente respingerle.

3. Restituisci la critica con grazia.Quando si tratta di una critica distruttiva, la cosa più conveniente è di solito fingere di non sentire, perché quella persona di solito non è aperta al dialogo, se lo fosse, invece di giudicare e di attaccare avrebbe mostrato un atteggiamento più rispettoso. Ma vi sono casi in cui è necessario porre un limite alla situazione. Dopo tutto, quando si tratta di mali estremi, si deve ricorrere a soluzioni estreme. In tali casi, rispondi senza alterarti e con frasi concise che non danno luogo a repliche. Ad esempio: “non accetto che esprimi un’opinione in merito a qualcosa che non conosci” oppure “credo che non mi hai capito, e che non lo vuoi fare, quindi non accetto che mi critichi”.

Non criticare senza prima pensare

In generale, le persone giudicano più con gli occhi che con l’intelligenza, come tutti possono vedere, ma pochi capiscono quello che vedono”, diceva Niccolò Machiavelli alcuni secoli fa. Possiamo fare nostra la frase facendo in modo che quando critichiamo la critica contenga i semi del cambiamento e sia costruttiva. Criticare solo per il piacere di farlo significa semplicemente che la nostra lingua è scollegata dal cervello.

Fonte: https://angolopsicologia.com/quello-che-gli-altri-pensano-di-te/

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Perché fare attenzione al sistema binario nel network marketing?

Network marketing con sistema binario: fai attenzione!
In cosa consiste network marketing con sistema binario ?Negli ultimi anni sono nate molte aziende di network marketing con sistema binario, questo ha spesso consentito rapidissime crescite, ma altrettanto rapide cadute delle aziende che lo hanno utilizzato.

Un network marketing con sistema binario prevede la formazione di due squadre che formeranno le tue due gambe della struttura. Quindi quando uno sponsor “recluta” un persona potrà posizionarla in una delle due squadre cercando di mantenere un equilibrio.

L’equilibrio è uno degli elementi centrali nei sistemi binari, poiché il compenso viene pagato sul rendimento della gamba (o ramo) più debole. Per tale motivo è di centrale importanza mantenere equilibrate le gambe, infatti l’equilibrio consente di ottenere il massimo delle provvigioni.
Il team è fondamentale poiché tutti i membri di una squadra sono responsabili del guadagno degli altri, infatti, le loro azioni incidono direttamente sui compensi degli altri.

Nel corso degli anni i network marketing con sistema binario hanno mostrato oltre ad alcuni punti di forza numerose criticità, spesso perchè utlizzati in maniera distorta da aziende senza scrupoli. Tali punti deboli sono stati messi in luce da diversi esperti, tra cui Tom Mower un autorità nel network marketing che ha sintetizzato in alcuni punti le criticità riscontrate nei sistemi binari in un recente post, di cui puoi leggere la traduzione qui di seguito.

I network marketing con sistema binario storicamente sono stati di breve durata;

I sistemi binari hanno avuto problemi con le autorità di regolamentazione, spesso hanno ricevuto multe molto elevate o hanno trovato accordi con le autorità di controllo;

I sistemi binari sono spesso costruiti in modo anonimo attraverso sistemi automatizzati che non portano alla sviluppo del rapporto personale;

In un sistema binario, l’azienda scommette contro il campo: la premessa stessa del piano di compensazione binario è che i distributori non si qualificano per le provvigioni; In realtà, i sistemi binari vivono di “rottura”, rappresentata da tutte le percentuali previste dal piano di compensazione ma non pagate perché i distributori non si qualificano. Questo denaro è trattenuto dalla società. Anche nei casi in cui la società sostiene di pagare pienamente il suo piano compensi, spesso questa fissa un tetto ai guadagni, mantenendo il denaro da parte e prevedendo la distribuzione di grandi premi in denaro. Altre aziende di network marketing con sistema binario sostengono di pagare completamente quanto previsto, semplicemente destinando il pagamento delle somme ad secondo momento, creando così un revolving, ovvero una promessa di pagamento, che continua a funzionare fino a quando vi è una forte crescita e collassa quando vi è il minimo rallentamento.

I limiti alla possibilità di qualificarsi sono necessari perché se la maggior parte dei distributori fosse qualificata:
a)la società sarebbe fuori dal mercato
b)i profitti del settore sarebbero così ampiamente diffusi che il fascino dei pochi che guadagnano molto, non esisterebbe;

In un network marketing con sistema binario, la leadership (leader e grandi reclutatori) tende a costruire le gambe forti il più velocemente possibile, in altre parole, controlla gli spillover in modo da trarre vantaggio a spese della sua downline, rendendo così lo spillover un mito, nella migliore delle ipotesi, e nel peggiore dei casi una bugia verso l’esterno. I sistemi binari pagano sulla gamba debole, non sulla forte, quindi per definizione, il vostro successo non deriva dal successo degli altri, ma dal tentativo di bilanciare qualcosa che per definizione non sarà mai in equilibrio;
I sistemi binari sono stati storicamente utilizzati dalle aziende vendevano servizi ad un prezzo più elevato del loro reale valore;

La crescita reale si basa sulla legge di Pareto: la regola 80/20, che sostiene che solo il 20% delle persone farà il lavoro. I network marketing con sistema binario affermano di essere grado di risolvere questo, è per tale motivo che i i distributori di queste aziende spesso dicono:
“Ho quasi fatto 32.739 $ il mese scorso”
“E quanto hai fatto realmente?”
“Beh, ho fatto solo 287 dollari … Ma aspetta al mese prossimo che avrò equilibrato!”
Non c’è nessuna chance, contro un sistema che paga sulla gamba più debole;

I sistemi binari sono di solito costruiti su hype, con enormi premi in denaro, al fine di attirare la gente in base alla loro avidità in cui il prodotto diventa una scusa. Essi creano spesso prodotti imitazioni di prodotti già esistenti e legali. Il lato negativo di questo è che si macchiano anche le imprese legittime;

I network marketing con sistema binario, poiché il più delle volte usano sistemi automatizzati di sponsorizzazione, finiscono per ledere organizzazioni legittime che utilizzano sistemi automatizzati entro i confini di un piano di compensazione “sano”. I “buoni distributori” soffrono di sensi di colpa (ndr credo volesse affermare che i distributori leali quando si rendono conto della situazione si sentono in colpa nel coinvolgere persone in questo sistema);
Le aziende di network marketing con sistema binario ti portano acquistare più “pacchetti”, al fine di “massimizzare” il tuo potenziale di guadagno. Che cosa significa questo in realtà? Secondo le autorità di regolamentazione, questo significa acquistare una quantità di prodotto maggiore di quella che tu e la tua famiglia potete ragionevolmente consumare entro un certo periodo;

Le aziende di network marketing con sistema binario ridefiniscono chi può essere considerato un distributore, spesso trascurando più del 90% della loro base di distributori, semplicemente secondo i propri criteri inventati per rendere più difficile considerare qualcuno un distributore, come il volume minimo, periodo di attività, avere qualcuno già sponsorizzato , o addirittura già aver ricevuto un assegno commissione basata sulla produzione della downline.I sistemi binari considerano quindi più del 90% delle persone che hanno firmato una “contratto” con loro come clienti all’ingrosso, permettendo così di travisare il guadagno medio, quindi falsare i risultati di oltre il 90%;

Un’analisi approfondita della maggior parte dei network marketing con sistema binario mostra che solo una manciata di distributori ha notevoli introiti, mentre il 98%/99% dei distributori con le commissioni non riesce a coprire nemmeno i costi del proprio consumo mensile.
In conclusioneDiversamente da quanto potresti pensare nonostante il titolo provvocatorio,con questo articolo, non voglio affermare che tutte le aziende fondate su un sistema binario non funzionano o sono truffe, ma ritengo che quando ti viene presentato un sistema che si fonda su questo meccanismo devi prestare particolare attenzione.

Il network marketing è una grande opportunità di cambiare la propria vita e quella delle persone con cui si collabora, ma gode di una pessima fama per colpa di aziende senza scrupoli che hanno puntato alla creazione di un rapido successo a scapito della struttura di distributori, spesso proprio ricorrendo a sistemi binari che non consentono una reale redistribuzione degli introiti.

Pertanto il mio invito è quello di valutare attentamente i piani compensi quando ti viene presentata un opportunità di network marketing e di diffidare da quelle aziende che hanno un piano cosi complesso da richiedere le capacità di un matematico per ricavare le percentuali di guadagno e da quelle che nel proprio piano compensi usano parole come “cap”, “massimizzare i tuoi guadagni” e “si può fare fino a”. In questi casi ti troveresti in un azienda in cui i tuoi guadagni rischiano di essere immobilizzati e mai percepiti poichè mascherano dei meccanismi che limitano fortemente la tua possibilità di qualificarti per guadagnare le tue provvigioni, finendo così per perdenere denaro.

FONTE ORIGINALE
http://magiadelnetworkmarketing.altervista.org/network-marketing-con-sistema-binario/

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Formazione, investimento e vendita!

Formazione, investimento e vendita!

La vita è piena di Formazione, investimento e vendita, si investe continuamente su i propri figli, scuola, attività sportive, feste…lo si fa  con il pensiero di donargli un futuro migliore, si investe continuamente anche su noi stessi, vestiti nuovi, trucco e parrucco, corsi di formazione, spese auto per andare a lavoro ecc…anche in questo caso lo facciamo per raggiungere degli obiettivi.

Nello stesso tempo, si vende tutti i giorni… Prodotti? Beh! La mia risposta è SI!

Anche noi stessi siamo un prodotto da vendere…sei d’accordo con questa affermazione?  Ci vendiamo per trovare:

l’anima gemella, un lavoro, amicizie…

Perché dovrebbero scegliermi tra miliardi di persone?

Perché proprio me? E’ lo stesso ragionamento che si adotta nella scelta di un prodotto, pensaci bene, perché scegliere una marca piuttosto che un’altra? Qualcosa ci ha attirato verso di lei…

Esaminiamo la strategia dall’ inizio.

Un bel logo che cattura l’attenzione, io lo paragonerei alla prima nostra impressione quando vediamo per la prima volta una persona, quelli bravi scriverebbero i nostri primi 7 secondi… Ci sono Loghi che, solo progettarli, sono costati milioni di euro alle aziende. Secondo te sono dei pazzi a spendere milioni di euro per un disegnino o sono sicuri che investire serva per vendere? E tu che fai?

Decidi di non investire qualche centinaio di euro su te stesso? Da pazzi solo pensarla una cosa del genere!

Un bel Packaging (Confezione), paragonabile al nostro abbigliamento.  Ti faccio un semplice esempio:

Da quale dei due ti faresti curare?

 

Il classico “L’ABITO NON FA IL MONACO”, non basta un SAIO (abito del monaco) per essere monaci e su questo siamo tutti d’accordo, ma nello stesso tempo ti “PERMETTE DÌ ENTRARE IN UN MONASTERO” e una volta dentro, sarai tu a giocarti l’occasione di dimostrare chi sei e quanto vali… Ora, immagina di essere una persona estremamente formata a livello imprenditoriale e ti presenti al cospetto di un noto imprenditore con: infradito, shorts e canotta, al centro di Roma o di Milano… Secondo te, avresti modo e maniera di dialogare con lui? Il 90% delle volte, credo proprio di NO! Ecco li che tutto il tuo saper fare, le tue competenze, la tua visione, PUFF.. vanno in fumo… Sei ancora dell’opinione che non bisogna investire su se stessi? Se avessi investito 300 euro per quel vestito…

Il modo in cui ci vestiamo quindi parla, spesso ancor prima di noi: rappresenta alcune caratteristiche della nostra personalità, dei nostri bisogni e del nostro stato d’animo.

Buoni ingredienti, che possiamo comparare alle nostre conoscenze e competenze… Credo non ci sia neanche bisogno di approfondirla questa fase…

Il senso di appartenenza, ti faccio un esempio pratico, una bella macchina o un orologio importante, ahimè! Ti classificano a prima vista come una persona importante e proprio questo accostamento diviene bivalente, qui c’è reciprocità… Io cliente servo alla casa automobilistica e Lei seve a me, quindi andiamo a creare una cerchia di persone e aziende importanti, di un certo valore diciamo, con le quali si cominciano a conoscere persone di alto livello sia sociale che imprenditoriale… e questo è un apripista formidabile…Ragionaci!

Quindi, investimento e vendita per me è uguale a vita. E chi non investe, è destinato ad avere risultati proporzionali…

A proposito di morte… questa è una riflessione che stavo facendo personalmente pensando alle persone che, durante questi anni, purtroppo ho perso, è proprio dopo la morte, che si ha il risultato di come abbiamo investito e ci siamo venduti nel corso della nostra vita, ragionaci bene, quante persone conosci, che purtroppo non ci sono più? Le ricordi tutte allo stesso modo? Ogni quanto ci pensi? Anche i tuoi ricordi, sono legati all’ investimento che, quella persona fece nei tuoi confronti… Tralasciamo il legame familiare che è un fattore importantissimo, ti è capitato di essere più legato a un nonno rispetto che all’altro?

E se sono Nonni tutti e due, perché è accaduto ciò? La mia risposta l’ho trovata nell’ articolo che ho scritto… e TU? Come vorresti essere ricordato? Rifletti amico mio e comincia a lavorarci sopra, perché non è mai troppo tardi…

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Il Network Marketing in Italia. Ok facciamo chiarezza

NETWORK MARKETING ROMA

Network Marketing + Strategia = Libertà Finanziaria

Se attraverso il network marketing, vuoi costruirti l’indipendenza economica e non solo ci sono incontri ai quali non puoi mancare.

Sarà l’ incontro più coinvolgente, il più ricco e completo, imparerai tutti i segreti per costruire la tua libertà finanziaria.

TI STARAI CHIEDENDO: PERCHE’ DEVO ESSERCI?

Hai perfettamente ragione, è il pensiero tipico che hanno le persone che vogliono migliorare e pretendono solo il meglio per loro stesse, ed è proprio per questi motivi che tu ci sarai:

  • PERCHE’ VERRAI A CONOSCENZA DI TUTTI I PRINCIPI INDISPENSABILI PER DIVENTARE UN NETWORKER PROFESSIONISTA DI SICURO SUCCESSO.
  • PERCHE’ POTRAI FINALMENTE ACQUISIRE LE NOZIONI DAVVERO IMPORTANTI PER CREARE UNA RETE SOLIDA E DURATURA.

BASTA con la formazione TRUFFA!

Nel Network marketing, sistemi automatizzati, spamming, contatti a freddo, rompere costantemente i coglioni alla gente, sono tutte CAZZATE!!

Quindi Per OTTENERE RISULTATI devi creare un metodo semplice, che non vuol dir facile, ma SEMPLICE quindi, che può essere adottato da un laureato o da una casalinga, da uno studente o da un operaio.

Imparerai solo metodi che FUNZIONANO e che faranno esplodere la DUPLICAZIONE nella tua rete. 

Si! Ti insegneremo a fare Network Marketing

Le persone spesso sono mosse sempre dall’eccessiva ambizione, io la chiamo avidità e, di consueto, si comportano così, proprio in quest’ordine: 

AGISCONO ➡ OSSERVANO ➡ IMPARANO.

Bene! Devi fare esattamente l’opposto: 

IMPARARE ➡ OSSERVARE ➡ e solo dopo.. AGIRE

Di conseguenza, che tu sia un networker o un operaio,

IO SO DI AVERE LE MILLE RISPOSTE

alle TUE 1000 DOMANDE

COSA IMPARERAI ?

✅ COME FAR CAPIRE AGLI SCETTICI PERCHE’ IL NETWORK MARKETING E’ LA MIGLIORE OPPORTUNITA’ DI BUSINESS, INDIPENDENTEMENTE DA CIO’ CHE VENDI

✅ A TRASFORMARE I TUOI SCORAGGIAMENTI IN POTENZA EMOTIVA 

✅ SI PUO’ ARRIVARE AL SUCCESSO CON SOLI 10 NOMINATIVI?

 ✅ DEVI TENERE LA TUA RETE SEMPRE MOTIVATA

 ✅ TI AIUTERO’ A ELIMINARE I TUOI BLOCCHI MENTALI E A SPRIGIONARE LA FORZA CHE E’ IN TE

TI STARAI CHIEDENDO: QUANTO COSTA TUTTO QUESTO?

NON LO SO, QUANTIFICAMELO TU:

ANNI DI ESPERIENZA SULLA STRADA, DECINE DI CORSI PER AFFINARE LE TECNICHE CON FORMATORI DI ALTISSIMA CARATURA.

DOPO AVER DIMOSTRATO DI SAPER COSTRUIRE UNA RETE DI MIGLIAIA DI PERSONE.

DOPO AVER DIMOSTRATO IN 5 ANNI DI AVER CONDOTTO MOLTE PERSONE AL SUCCESSO NEL NETWORK MARKETING E NELLA VITA COMUNE, INDIPENDENTEMENTE DA COSA VENDESSERO,DA QUALE FOSSE LA LORO AZIENDA E LA LORO VITA
SE DOVESSI FARTI PAGARE IL REALE VALORE 
DI QUESTI CONTENUTI NON BASTEREBBERO 
MIGLIAIA DI EURO.

MA SONO CONVINTO DI UNA COSA:

PIU’ NETWORKER PROFESSIONISTI RIUSCIAMO A FORMARE, PIU’ LA REPUTAZIONE DEL NETWORK MARKETING POTRA’ RISCATTARSI E, COSI’, POTREMO AIUTARE SEMPRE PIU’ PERSONE A RAGGIUNGERE I LORO SOGNI.

PER QUESTO HO DECISO DI NON VENDERE QUESTE NOZIONI MA REGALARTELE E RENDERTI PARTECIPE IN PRIMA PERSONA DELLA TUA CRESCITA FINANZIARIA E PERSONALE.


Compila il form, non faremo mai spam.

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Sai risolvere il quiz di Einstein?

“La maggior parte delle persone rinuncia, vinta dall’esasperazione, perché pensa che sia impossibile risolverlo

Ecco di cosa si tratta. “Ci sono cinque case identiche, una accanto all’altra, ma di cinque colori diversi. In ogni casa vive una persona di nazionalità diversa e ciascuno di loro beve un certo tipo di bevanda, fuma sigarette di una certa marca e ha un certo tipo di animale domestico. Nessun proprietario ha lo stesso animale domestico, fuma lo stesso tipo di sigarette e beve lo stesso tipo di bevanda”.

Indizi:

  1. L’inglese vive nella casa rossa
  2. Lo svedese è proprietario del cane
  3. Il danese beve tè
  4. La casa verde sta a sinistra di quella bianca
  5. Il proprietario della casa verde beve caffè
  6. Il fumatore di Pall Mall ha un uccellino
  7. Il proprietario della casa gialla fuma sigarette Dunhill
  8. L’uomo che vive nella casa che sta al centro beve latte
  9. Il norvegese vive nella prima casa
  10. L’uomo che fuma American Blend vive accanto al proprietario del gatto
  11. Il proprietario del cavallo vive accanto all’uomo che fuma Dunhill
  12. L’uomo che fuma Blue Master beve birra
  13. Il tedesco fuma sigarette di marca Prince
  14. Il norvegese vive accanto alla casa blu
  15. Il vicino dell’uomo che fuma American Blend beve acqua

E ora, finalmente, la domanda: “Chi è il proprietario del pesce?”.

Rispondi nei commenti e se ti fa piacere mandami una mail descrivendo a parole o con una foto il ragionamento che hai fatto per risolverlo

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LA DIFFERENZA TRA UN SOGNO E UN OBIETTIVO

La concretezza è indispensabile per dare possibilità alle proprie idee, ai progetti. Anche alle soluzioni visionarie. In realtà c’è tanto da aggiungere, non possiamo semplificare il tutto.

La differenza tra un sogno e un obiettivo è una data. La citazione di Walt Disney è nota a tutti, e racconta una grande verità. Puoi trasformare le tue idee in realtà, ma devi dare concretezza al lavoro. Devi individuare un momento da dedicare alla pubblicazione, devi decidere il momento giusto.

Lo vedo ogni giorno nel mio settore. Parlo colte persone che vogliono seguire un sogno. Perché con il network è la formazione sperano di ottenere il risultato tanto atteso: trovare clienti, guadagnare online, trasformare una passione in lavoro. In fonte economica. Però aspettano, trovano mille scuse.

Mille scuse per non portare il proprio nome online. Per non mettersi in discussione. Per non dover affrontare l’ipotesi del fallimento. Meglio non provarci proprio. Quindi, la differenza tra un sogno e un obiettivo è una data. Ma solo questo? Sul serio basta dare un riferimento temporale ai progetti?

Inizia con il buon senso

Immagino la tua opinione: non puoi parlare di buon senso quando vuoi raggiungere un sogno”. Sono d’accordo, è un ossimoro. Una figura senza senso che porta all’inganno. Però nel mondo reale devi, per ovvi motivi, affrontare i passaggi con un approccio pratico. Non voglio mettere da parte gli obiettivi.

Voglio suddividerli in passaggi fattibili. Il mio sogno: voglio diventare il networker più conosciuto d’Italia ed essere ospitato al Maurizio Costanzo Show per parlare della mia professione.

Mi presenterò con infradito e bermuda per sottolineare il mio status di networker sempre in vacanza.

Ora, sembra fattibile tutto questo? No, questa può essere una conseguenza inaspettata. Può essere il passo ultimo di una carriera sfavillante. La differenza tra un sogno e un obiettivo si trova (anche ) nella tua capacità di guardare verso passi semplici, non utopici. Poi i grandi risultati possono arrivare.

Ma occupati dei punti intermedi. Mettici tutto il tuo io, crea connessioni, punta sulle relazioni. E lavora sulla costanza, che fa la differenza quando vuoi creare qualcosa di speciale.

Lavora ogni santo giorno

Questa è l’essenza, questo è il punto che voglio evidenziare con forza. Mi chiedi qual è la differenza tra un sogno e un obiettivo?

Il primo lo coltivo sul cuscino del letto, mentre dormi e perdi tempo.

Il secondo lo metti in pratica ogni giorno. Senza scuse, senza tirare in ballo impegni, stanchezza, malori vari.

Non ci sono alternative. Hai un sogno? Realizzalo!

In che modo? O sei nato con la camicia e becchi il colpo di fortuna (che devi essere bravo a riconoscere) o lavori sodo, ogni giorno, ogni ora.

È il mio sogno che si concretizza, ogni giorno faccio un passo avanti per raggiungere il mio sogno. Ma lo faccio puntando sulla continuità. Fisso date ogni giorno e lo faccio stringendo i denti. Combattendo contro la stanchezza e contro quella voce che mi vuole sempre stanco, fermo, mediocre, immobile.

Non dimenticare il rischio

Che bello inseguire sogni senza rischiare, con le spalle assicurate. Ma non funziona così: se vuoi volare alto devi essere disposto a rischiare. La storia di Dedalo e Icaro la conosci bene: non devi esagerare se non vuoi bruciarti e cadere rovinosamente. Ma come suggerisce anche Seth Godin, anche chi vola basso sbaglia:

Oltre a dire a Icaro di non volare troppo in alto, Dedalo lo aveva anche avvertito di non andare troppo vicino al mare perché l’umidità avrebbe appesantito le ali.

Il giusto equilibrio non lo conosce nessuno. Per questo è così difficile realizzare i sogni. Però un punto è chiaro: ogni sogno ha la sua dose di rischio.

Vuoi diventare….?

DEVI FARE!!!!

La differenza tra un sogno e un obiettivo

Qual è, secondo te, la differenza tra un sogno e un obiettivo? La vera differenza, dico. Qual è la strada da seguire, qual è la soluzione che ti ha permesso di concretizzare i tuoi progetti? Io la vedo in questo modo: va bene la data, utili i paletti temporali. Ma ci vogliono anche altre qualità.

Ci vuole la capacità di cambiare strada, e il buon senso di chi sa fallire senza mollare la presa. La differenza tra un sogno e un obiettivo è nella tua forza di volontà, nella costanza con la quale batti sullo stesso chiodo ogni giorno. Questa è la mia idea, ora aspetto la tua nei commenti.

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Psicologia del coraggio

Osservando lo sviluppo del concetto di coraggio nel tempo possiamo quindi renderci conto di come questo costrutto sia complesso e articolato. Anche ai giorni nostri, però, non è possibile darne una definizione più chiara senza sembrare troppo semplicistici.

Alberoni ad esempio scrive: “Non confondiamo il coraggio con la temerarietà, con l’amore spericolato per il rischio, con l’impulso superficiale. Il coraggio è una virtù morale e sociale. Muniti di questa virtù esercitiamo le nostre capacità più elevate in situazioni difficili, angosciose per noi e per gli altri, osservando a mente lucida e cuore saldo. Affrontiamo le avversità con forza d’animo e senso di responsabilità”(F.Alberoni, 1998)

Nonostante gli studi e le ricerche focalizzati sul coraggio siano ancora pochi, come affermano anche Woodard e Pury (2007), quasi tutti gli autori sono concordi nel sottolinearne le dimensioni di intenzionalità e intraprendenza e nel diversificare vari tipi di coraggio. “Il costrutto di coraggio si riferisce ad azioni che siano intraprese intenzionalmente e volontariamente” (Goud 2005, Rate & Sternberg 2007). O’Byrne lo definisce invece come il risultato di un processo cognitivo tramite il quale si stabilisce il rischio e si individuano azioni utili a fronteggiarlo malgrado le potenziali conseguenze negative, nel tentativo di ottenere un risultato positivo per sé o per altri (O’Byrne et al. 2003).

“Courage in today’s society is to take life in the direction a person wants, accept the change from the risks he or she takes, and turn any change into success.” (M.Wilson)

Gli esperti sono incerti sui fenomeni in grado di elicitare coraggio, ma molti sostengono che esso sia strettamente connesso alla tendenza ad essere disponibili e accettare la realtà (C. Almeida 2001); molti altri, come Pasini, sostengono la forte componente coraggiosa insita nel cambiamento, ma per lui quest’ultimo è influenzato sia dalle personali propensioni al cambiamento sia dall’ambiente culturale

Anna Bosetti, nella sua tesi di laurea dal titolo “Il coraggio e l’umiltà”, enfatizza la dimensione sociale del coraggiosottolineando come, su questo terreno, esso sia in relazione con l’umiltà: “il senso del coraggio come ricerca di sé, volontà di proporsi sulla scena del mondo con le proprie azioni, conduce al sentimento della propria parzialità, finitezza, possibilità di errore. Se ci si dà, se ci si espone al mondo con coraggio, si assume il rischio di sbagliare e allora l’umiltà emerge non solo come consapevolezza di parzialità, ma anche come capacità di riconoscere e di ammettere questa possibilità. Coraggio e umiltà, così, appaiono specchiarsi in rimandi continui. Ogni conquista di soggettività, ogni progressione nel percorso di individuazione è, al tempo stesso, una rinuncia, anche se temporanea, che comporta l’accettazione dei propri limiti: è necessaria quindi l’umiltà a completare i significati e l’esercizio del coraggio”(A.Bosetti 2005). Il coraggio è il nostro essere e apparire nel mondo, poiché comporta l’unicità e la ricerca di sé che emergono nell’incontro e dal rapporto con gli altri. La relazione con l’altro appare dunque necessaria al proprio definirsi. Questa ricerca in realtà non è mai finita e non è un concetto solo moderno: in comune con quanto accadeva agli eroi Omerici, essa è possibile solo grazie al coraggio e vede necessaria l’alterità, come riconoscimento di differenza o similitudine e come accettazione di sé. Per riconoscersi unico o unica, una singolare manifestazione di soggettività, è necessaria sia la capacità di identificarsi sia quella di differenziarsi, ma in ogni caso è necessario accettare la propria parzialità: “irripetibile io, tra altri irripetibili” (A.Bosetti, 2005).

Anche secondo Alberoni il coraggio ha due volti: quello che spinge ad avanzare e quello, più strettamente connesso alla consapevolezza di fallibilità, che suggerisce il ritiro. C’è il momento, che i greci chiamano “kairos, in cui si può osare, incominciare qualcosa, buttarsi avanti. Questo momento va riconosciuto: per farlo occorre lucida intelligenza, capacità di cogliere i segnali della realtà ma anche esercitare un forte controllo su sé stessi. Poiché la tendenza è di pensare che le cose continueranno nello stesso modo, la conseguenza è l’adagiarsi nell’abitudine, con conseguente paura di rischiare. Se ci vogliono intuizione e coraggio per buttarsi avanti quando le circostanze sono favorevoli, ci vogliono altrettanta intuizione e coraggio, se non di più, per capire quando è giunto il momento di ritirarsi.

L’utilità di ripercorrere in questa tesi la storia della concezione di coraggio dai più famosi pensatori dell’antica Grecia diventa ora chiara, in quanto due psicologi contemporanei, Peterson e Seligman, ripescano il concetto aristotelico e platonico di “virtù” come categoria del coraggio, assegnando poi alla virtù del coraggio quattro corrispondenti forze comportamentali: autenticità -forza emotiva che porta a raggiungere le mete nonostante le opposizioni interne ed esterne-, coraggio -inteso come coraggio di dire la verità, essere sinceri-, persistenza -non tirarsi indietro di fronte alle minacce, ai cambiamenti, alle difficoltà e alle sofferenze- e slancio -finire quello che si è cominciato- (M.E.P. Seligman, C. Peterson, 2014). Interessante anche notare che molte di queste forze temperamentali sono le stesse che da sempre le varie religioni del mondo cercano di promuovere (L.Salmaso, 2008). Si può notare che essi, differentemente da Alberoni, assegnano più importanza alle dimensioni di slancio e iniziativa.

La frase di Nancy Schwartz: “Courage in knowledge of what is to be dreaded and dared”, sintetizza il concetto che le persone operano, senza saperlo, un riduzionismo concettuale e, quindi, finiscono per percepire solo il suo aspetto del “comportarsi bene”( N. Schwartz, 2004).

L’obiettivo dell’atto coraggioso può essere etico, morale o sociale. Per Rate e Sternberg la dimensione etica del coraggio lo differenzia dall’audacia, dalla ricerca del brivido (C. Rate & R. J. Sternber, 2007). Un esempio di obiettivo del coraggio etico è la lotta alla criminalità, un esempio di coraggio morale è invece il denunciare un’ingiustizia sociale, mentre un segno di coraggio sociale è quello di impegnarsi in attività di volontariato o cittadinanza attiva. Altri autori distinguono il coraggio in altri tipi, come Putman che, ad esempio, ha distinto tra coraggio fisico, morale e psicologico (D.Putman, 1997). Pury, Kowalski, e Spearman hanno distinto, a seconda della posizione dell’azione nel contesto sociale, azioni coraggiose in senso generale, considerate in modo unanime coraggiose e azioni coraggiose in senso personale, cioè coraggiose per la persona che le agisce (C. Pury, R. Kowalski & J. Spearman, 2007).

Le diverse categorizzazioni non sono fra loro incompatibili, piuttosto integrabili, soprattutto data la scarsità di ricerche al riguardo in letteratura, che lascia molti spazi vuoti e molte domande aperte.

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Cosa genera la sofferenza secondo te?

Il comportamento degli altri? Le loro azioni o le loro parole?

No. Niente di tutto questo.

La sofferenza che provi dipenda da una sottrazione: 

Le tue aspettative – La realtà = Le tue sofferenze

Quando ti aspetti qualcosa che non ricevi, soffri perché c’è uno scarto tra quello che desideravi e quello che ottieni realmente.

Questo accade in continuazione, e il problema non è cosa succede o come si comportano gli altri: 

Il problema sono le tue aspettative.

Se dipendi dagli altri, pretenderai tantissimo da loro, perché tutto è nelle loro mani.

Non sempre le persone sapranno fare come pretendi, spesso non lo vorranno neanche. Cosa succede?

Soffri, non per come la gente ti tratta, ma per come tu ti aspettavi si comportasse.

Fidarsi non è rischioso

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Network marketing e gestione del tempo

“Abbiamo una vita sola. Nessuno ci offre una seconda occasione. Se ci si lascia sfuggire qualcosa tra le dita, è perduta per sempre. E poi si passa il resto della vita a cercare di ritrovarla”

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Formazione personale, giocare con le costruzioni porta beneficio ai bambini.

Giocare con le costruzioni porta beneficio allo sviluppo dei bambini

Mattoncini Lego e formazione professionale. Cosa  accomuna queste due cose?

La nostra formazione personale inizia proprio da bambini… Chi di noi non ha mai giocato con questi giocattoli e forse alcuni di noi, se pur adulti, ne conservano una scatola da qualche parte e un bel ricordo nel cuore. Non è così?

E proprio per questo motivo, che, se tra i tanti giocattoli che ci sono passati tra le mani fin da piccoli ci ricordiamo ancora oggi di quei mattoncini multicolore, questo ci dovrebbe far capire come e quanto i Lego e le costruzioni in generale “giochino” un ruolo fondamentale nella formazione personale e nello sviluppo del bambino. Si perché giocare con le costruzioni fa bene e non sono solo io a dirlo.

Giocare con le costruzioni aiuta i bambini anche in età adulta gettando delle solide basi per una formazione personale solida.

Secondo alcuni studi, i bambini fino a 8 anni imparano soprattutto attraverso il gioco e le costruzioni in particolare aiutano a stimolare la creatività, la fantasia e il problem solving.

Con i mattoncini ogni gioco è possibile: niente sovrastrutture e piena libertà quando si tratta di costruire, attenzione e capacità di analisi quando si tratta di assemblare rispettando delle istruzioni. Lavoro manuale, immaginazione e fantasia fanno il resto! Non trovi che queste capacità sono ricercate da tutti in età adulta magari frequentando corsi costosissimi di formazione personale ?

Ma al di là degli innegabili stimoli creativi che le costruzioni offrono, ci sono anche altri motivi per cui questo fantastico giocattolo non dovrebbe mancare tra i giocattoli dei bambini.

 –  Stimolatori del pensiero matematico.

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Costruire torri, ponti, piattaforme e personaggi vari aiuta il bambino a comprendere lo spazio, le quantità, le dimensioni, le proporzioni, la simmetria. Giocando con i mattoncini i bambini fanno esercizi di equilibrio, testano nuove forme e imparano a dividere e a frazionare. È per questo che in molti asili le costruzioni sono presenti non solo come gioco ma anche come divertente metodo di apprendimento.

–  Stimolatori della motricità fine.

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La motricità fine è il controllo motorio sui piccoli movimenti delle mani e delle dita, così come i piccoli muscoli della faccia e della bocca (lingua) e dei piedi. Tuttavia, quando si parla di motricità fine si tende a concentrare l’attenzione di solito sulla capacità di fare i movimenti più fini con le mani. Giocare con i Lego aiuta perciò il bambino a controllare questi movimenti, a imparare a dosare la pressione delle mani, ad essere precisi nel posizionare le cose.

–  Insegnano ad essere pazienti e perseveranti.

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Giocare con i mattoncini non è un gioco che può essere fatto con la fretta. Questo i bambini lo imparano ogni volta che cade una torre o quando l’oggetto finito non è come deve essere. E allora si ricomincia da capo, con pazienza, cercando di capire l’errore e facendo il possibile per non ripeterlo. Con il tempo i bambini impareranno che con la pazienza e la perseveranza potranno creare costruzioni più elaborate e seguire progetti sempre più complessi. Questo pensiero li aiuterà a essere dei bravi studenti e delle persone migliori.

–  Aiutano lo sviluppo dell’autostima e della fiducia.

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Per un bambino, mettere insieme piccoli pezzi per creare qualcosa di concreto può essere difficile. Il raggiungimento di questo obiettivo è per lui grande fonte di soddisfazione tanto che gli verrà spontaneo e naturale gioire e mostrare con orgoglio il proprio lavoro completato. Questo ha un effetto estremamente positivo sull’autostima di un bambino e fa aumentare la fiducia in sé stessi. Non è cosa da poco oggi giorno non trovi?

–  Coadiuva la socializzazione, la condivisione e la comunicazione.

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Con le costruzioni si può giocare anche in gruppo sia a casa che negli asili e ciò orienta i bambini a socializzare con gli altri. Quando si lavora insieme alla costruzione di qualcosa, i bambini necessariamente devono essere d’accordo sull’idea del gioco da costruire, devono rispettare i turni, devono imparare a comunicare, ad esprimersi e a dividersi ruoli e responsabilità. Solo così capiranno che potranno arrivare ad un risultato comune e potranno avere un’esperienza sociale piacevole.

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Vendita occasionale, come si esercita?

Un’attività commerciale come può essere la vendita di beni materiali  esercitata come  vendita occasionale  non necessita dell’apertura di una partita IVA;

Cosa si intende per “ vendita occasionale?

Quali sono comunque gli adempimenti richiesti  per rispettare le norme imposte dal Fisco?

Emiliano Mela Networker Roma vendita occasionale

Caratteristiche dell’attività di vendita occasionale

E’ necessario capire quando un’attività di vendita occasionale possa essere considerata tale; nell’ipotesi infatti in cui un’attività si configurasse come abituale, il reddito conseguito rientrerebbe nella categoria dei redditi d’impresa, con obbligo di apertura della partita iva.

A volte non è semplice distinguere una vendita occasionale da una abituale, in quanto non vi sono specifici limiti di importo da prendere a riferimento, o un numero specifico di azioni  che devono essere svolte per configurare l’attività come abituale: la stessa agenzia delle entrate ha chiarito che la qualifica di imprenditore può determinarsi anche dall’effettuazione di un solo affare, in considerazione della sua rilevanza economica e del numero elevato di operazioni che il suo svolgimento può comportare.

Per essere considerata occasionale l’attività deve essere effettuata in modo accidentale, sporadico, non deve essere svolta con continuità nel tempo anche se, come detto, non è essenziale l’ importo che si va a percepire (che tuttavia può essere considerato un elemento per qualificare un’attività).

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La ricevuta di vendita occasionale

Premesso questo vediamo qual è la documentazione che deve essere prodotta nel caso di effettuazione di una vendita occasionale: non dovrà essere emessa fattura dato che il cedente non opera in qualità di soggetto passivo iva ma in qualità di un soggetto privato, pertanto si ritiene sia sufficiente il rilascio di una nota di debito o di una quietanza di pagamento.

La stessa agenzia delle entrate ha infatti precisato che il codice civile non prescrive la forma scritta qualora l’oggetto della cessione sia costituito da beni mobili, ma al fine di certificare l’incasso del corrispettivo sarà possibile produrre qualunque tipologia di documento idoneo allo scopo, come ad esempio una ricevuta (o quietanza) di pagamento.

La ricevuta dovrà contenere:

  • i dati del cedente (nome, cognome,  codice fiscale ed eventualmente l’indirizzo);
  • i dati dell’acquirente (nome e cognome nel caso in cui l’acquirente sia un soggetto privato, la ragione sociale nel caso di società);
  • la descrizione del bene venduto;
  • l’importo percepito;
  • l’indicazione che trattasi di “corrispettivo relativo alla cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui all’art. 67 lett. i) del D.P.R. n. 917/1986”
  • la data e firma del cedente che rilascia la ricevuta.

Se l’importo della ricevuta è maggiore o uguale ad euro 77,47 è necessario apporre all’originale del documento una marca da bollo da 2 euro.

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Redditi da attività occasionali

Da un punto di vista fiscale il trattamento delle attività commerciali svolte in maniera occasionale è disciplinato dall’ art. 67 del Tuir (D.P.R. n. 917/1986): in particolare la lettera i) prevede che siano inclusi tra i redditi diversi quelli derivanti da attività occasionali non esercitate abitualmente.

Pertanto sarà necessario dichiarare i redditi percepiti nel corso dell’anno da tali attività compilando il quadro RL (rigo RL14) del modello Unico Persone fisiche o, in caso di presentazione del modello 730 il quadro D (rigo D5), con la possibilità di computare in diminuzione del reddito percepito le spese sostenute (purché siano documentate ed inerenti).

Si tenga presente infine che, secondo le indicazioni del fisco, sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi i soggetti persone fisiche che possiedono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e altri redditi per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro, quali ad esempio, i redditi derivanti da attività commerciali occasionali o da attività di lavoro autonomo occasionale, in entrambi i casi però se l’importo percepito è pari o inferiore ad euro 4.800 annui.