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LA DIFFERENZA TRA UN SOGNO E UN OBIETTIVO

LA DIFFERENZA TRA UN SOGNO E UN OBIETTIVO
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La concretezza è indispensabile per dare possibilità alle proprie idee, ai progetti. Anche alle soluzioni visionarie. In realtà c’è tanto da aggiungere, non possiamo semplificare il tutto.

La differenza tra un sogno e un obiettivo è una data. La citazione di Walt Disney è nota a tutti, e racconta una grande verità. Puoi trasformare le tue idee in realtà, ma devi dare concretezza al lavoro. Devi individuare un momento da dedicare alla pubblicazione, devi decidere il momento giusto.

Lo vedo ogni giorno nel mio settore. Parlo colte persone che vogliono seguire un sogno. Perché con il network è la formazione sperano di ottenere il risultato tanto atteso: trovare clienti, guadagnare online, trasformare una passione in lavoro. In fonte economica. Però aspettano, trovano mille scuse.

Mille scuse per non portare il proprio nome online. Per non mettersi in discussione. Per non dover affrontare l’ipotesi del fallimento. Meglio non provarci proprio. Quindi, la differenza tra un sogno e un obiettivo è una data. Ma solo questo? Sul serio basta dare un riferimento temporale ai progetti?

Inizia con il buon senso

Immagino la tua opinione: non puoi parlare di buon senso quando vuoi raggiungere un sogno”. Sono d’accordo, è un ossimoro. Una figura senza senso che porta all’inganno. Però nel mondo reale devi, per ovvi motivi, affrontare i passaggi con un approccio pratico. Non voglio mettere da parte gli obiettivi.

Voglio suddividerli in passaggi fattibili. Il mio sogno: voglio diventare il networker più conosciuto d’Italia ed essere ospitato al Maurizio Costanzo Show per parlare della mia professione.

Mi presenterò con infradito e bermuda per sottolineare il mio status di networker sempre in vacanza.

Ora, sembra fattibile tutto questo? No, questa può essere una conseguenza inaspettata. Può essere il passo ultimo di una carriera sfavillante. La differenza tra un sogno e un obiettivo si trova (anche ) nella tua capacità di guardare verso passi semplici, non utopici. Poi i grandi risultati possono arrivare.

Ma occupati dei punti intermedi. Mettici tutto il tuo io, crea connessioni, punta sulle relazioni. E lavora sulla costanza, che fa la differenza quando vuoi creare qualcosa di speciale.

Lavora ogni santo giorno

Questa è l’essenza, questo è il punto che voglio evidenziare con forza. Mi chiedi qual è la differenza tra un sogno e un obiettivo?

Il primo lo coltivo sul cuscino del letto, mentre dormi e perdi tempo.

Il secondo lo metti in pratica ogni giorno. Senza scuse, senza tirare in ballo impegni, stanchezza, malori vari.

Non ci sono alternative. Hai un sogno? Realizzalo!

In che modo? O sei nato con la camicia e becchi il colpo di fortuna (che devi essere bravo a riconoscere) o lavori sodo, ogni giorno, ogni ora.

È il mio sogno che si concretizza, ogni giorno faccio un passo avanti per raggiungere il mio sogno. Ma lo faccio puntando sulla continuità. Fisso date ogni giorno e lo faccio stringendo i denti. Combattendo contro la stanchezza e contro quella voce che mi vuole sempre stanco, fermo, mediocre, immobile.

Non dimenticare il rischio

Che bello inseguire sogni senza rischiare, con le spalle assicurate. Ma non funziona così: se vuoi volare alto devi essere disposto a rischiare. La storia di Dedalo e Icaro la conosci bene: non devi esagerare se non vuoi bruciarti e cadere rovinosamente. Ma come suggerisce anche Seth Godin, anche chi vola basso sbaglia:

Oltre a dire a Icaro di non volare troppo in alto, Dedalo lo aveva anche avvertito di non andare troppo vicino al mare perché l’umidità avrebbe appesantito le ali.

Il giusto equilibrio non lo conosce nessuno. Per questo è così difficile realizzare i sogni. Però un punto è chiaro: ogni sogno ha la sua dose di rischio.

Vuoi diventare….?

DEVI FARE!!!!

La differenza tra un sogno e un obiettivo

Qual è, secondo te, la differenza tra un sogno e un obiettivo? La vera differenza, dico. Qual è la strada da seguire, qual è la soluzione che ti ha permesso di concretizzare i tuoi progetti? Io la vedo in questo modo: va bene la data, utili i paletti temporali. Ma ci vogliono anche altre qualità.

Ci vuole la capacità di cambiare strada, e il buon senso di chi sa fallire senza mollare la presa. La differenza tra un sogno e un obiettivo è nella tua forza di volontà, nella costanza con la quale batti sullo stesso chiodo ogni giorno. Questa è la mia idea, ora aspetto la tua nei commenti.

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Psicologia del coraggio

Psicologia del coraggio
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Osservando lo sviluppo del concetto di coraggio nel tempo possiamo quindi renderci conto di come questo costrutto sia complesso e articolato. Anche ai giorni nostri, però, non è possibile darne una definizione più chiara senza sembrare troppo semplicistici.

Alberoni ad esempio scrive: “Non confondiamo il coraggio con la temerarietà, con l’amore spericolato per il rischio, con l’impulso superficiale. Il coraggio è una virtù morale e sociale. Muniti di questa virtù esercitiamo le nostre capacità più elevate in situazioni difficili, angosciose per noi e per gli altri, osservando a mente lucida e cuore saldo. Affrontiamo le avversità con forza d’animo e senso di responsabilità”(F.Alberoni, 1998)

Nonostante gli studi e le ricerche focalizzati sul coraggio siano ancora pochi, come affermano anche Woodard e Pury (2007), quasi tutti gli autori sono concordi nel sottolinearne le dimensioni di intenzionalità e intraprendenza e nel diversificare vari tipi di coraggio. “Il costrutto di coraggio si riferisce ad azioni che siano intraprese intenzionalmente e volontariamente” (Goud 2005, Rate & Sternberg 2007). O’Byrne lo definisce invece come il risultato di un processo cognitivo tramite il quale si stabilisce il rischio e si individuano azioni utili a fronteggiarlo malgrado le potenziali conseguenze negative, nel tentativo di ottenere un risultato positivo per sé o per altri (O’Byrne et al. 2003).

“Courage in today’s society is to take life in the direction a person wants, accept the change from the risks he or she takes, and turn any change into success.” (M.Wilson)

Gli esperti sono incerti sui fenomeni in grado di elicitare coraggio, ma molti sostengono che esso sia strettamente connesso alla tendenza ad essere disponibili e accettare la realtà (C. Almeida 2001); molti altri, come Pasini, sostengono la forte componente coraggiosa insita nel cambiamento, ma per lui quest’ultimo è influenzato sia dalle personali propensioni al cambiamento sia dall’ambiente culturale

Anna Bosetti, nella sua tesi di laurea dal titolo “Il coraggio e l’umiltà”, enfatizza la dimensione sociale del coraggiosottolineando come, su questo terreno, esso sia in relazione con l’umiltà: “il senso del coraggio come ricerca di sé, volontà di proporsi sulla scena del mondo con le proprie azioni, conduce al sentimento della propria parzialità, finitezza, possibilità di errore. Se ci si dà, se ci si espone al mondo con coraggio, si assume il rischio di sbagliare e allora l’umiltà emerge non solo come consapevolezza di parzialità, ma anche come capacità di riconoscere e di ammettere questa possibilità. Coraggio e umiltà, così, appaiono specchiarsi in rimandi continui. Ogni conquista di soggettività, ogni progressione nel percorso di individuazione è, al tempo stesso, una rinuncia, anche se temporanea, che comporta l’accettazione dei propri limiti: è necessaria quindi l’umiltà a completare i significati e l’esercizio del coraggio”(A.Bosetti 2005). Il coraggio è il nostro essere e apparire nel mondo, poiché comporta l’unicità e la ricerca di sé che emergono nell’incontro e dal rapporto con gli altri. La relazione con l’altro appare dunque necessaria al proprio definirsi. Questa ricerca in realtà non è mai finita e non è un concetto solo moderno: in comune con quanto accadeva agli eroi Omerici, essa è possibile solo grazie al coraggio e vede necessaria l’alterità, come riconoscimento di differenza o similitudine e come accettazione di sé. Per riconoscersi unico o unica, una singolare manifestazione di soggettività, è necessaria sia la capacità di identificarsi sia quella di differenziarsi, ma in ogni caso è necessario accettare la propria parzialità: “irripetibile io, tra altri irripetibili” (A.Bosetti, 2005).

Anche secondo Alberoni il coraggio ha due volti: quello che spinge ad avanzare e quello, più strettamente connesso alla consapevolezza di fallibilità, che suggerisce il ritiro. C’è il momento, che i greci chiamano “kairos, in cui si può osare, incominciare qualcosa, buttarsi avanti. Questo momento va riconosciuto: per farlo occorre lucida intelligenza, capacità di cogliere i segnali della realtà ma anche esercitare un forte controllo su sé stessi. Poiché la tendenza è di pensare che le cose continueranno nello stesso modo, la conseguenza è l’adagiarsi nell’abitudine, con conseguente paura di rischiare. Se ci vogliono intuizione e coraggio per buttarsi avanti quando le circostanze sono favorevoli, ci vogliono altrettanta intuizione e coraggio, se non di più, per capire quando è giunto il momento di ritirarsi.

L’utilità di ripercorrere in questa tesi la storia della concezione di coraggio dai più famosi pensatori dell’antica Grecia diventa ora chiara, in quanto due psicologi contemporanei, Peterson e Seligman, ripescano il concetto aristotelico e platonico di “virtù” come categoria del coraggio, assegnando poi alla virtù del coraggio quattro corrispondenti forze comportamentali: autenticità -forza emotiva che porta a raggiungere le mete nonostante le opposizioni interne ed esterne-, coraggio -inteso come coraggio di dire la verità, essere sinceri-, persistenza -non tirarsi indietro di fronte alle minacce, ai cambiamenti, alle difficoltà e alle sofferenze- e slancio -finire quello che si è cominciato- (M.E.P. Seligman, C. Peterson, 2014). Interessante anche notare che molte di queste forze temperamentali sono le stesse che da sempre le varie religioni del mondo cercano di promuovere (L.Salmaso, 2008). Si può notare che essi, differentemente da Alberoni, assegnano più importanza alle dimensioni di slancio e iniziativa.

La frase di Nancy Schwartz: “Courage in knowledge of what is to be dreaded and dared”, sintetizza il concetto che le persone operano, senza saperlo, un riduzionismo concettuale e, quindi, finiscono per percepire solo il suo aspetto del “comportarsi bene”( N. Schwartz, 2004).

L’obiettivo dell’atto coraggioso può essere etico, morale o sociale. Per Rate e Sternberg la dimensione etica del coraggio lo differenzia dall’audacia, dalla ricerca del brivido (C. Rate & R. J. Sternber, 2007). Un esempio di obiettivo del coraggio etico è la lotta alla criminalità, un esempio di coraggio morale è invece il denunciare un’ingiustizia sociale, mentre un segno di coraggio sociale è quello di impegnarsi in attività di volontariato o cittadinanza attiva. Altri autori distinguono il coraggio in altri tipi, come Putman che, ad esempio, ha distinto tra coraggio fisico, morale e psicologico (D.Putman, 1997). Pury, Kowalski, e Spearman hanno distinto, a seconda della posizione dell’azione nel contesto sociale, azioni coraggiose in senso generale, considerate in modo unanime coraggiose e azioni coraggiose in senso personale, cioè coraggiose per la persona che le agisce (C. Pury, R. Kowalski & J. Spearman, 2007).

Le diverse categorizzazioni non sono fra loro incompatibili, piuttosto integrabili, soprattutto data la scarsità di ricerche al riguardo in letteratura, che lascia molti spazi vuoti e molte domande aperte.

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Cosa genera la sofferenza secondo te?

Cosa genera la sofferenza secondo te?
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Il comportamento degli altri? Le loro azioni o le loro parole?

No. Niente di tutto questo.

La sofferenza che provi dipenda da una sottrazione: 

Le tue aspettative – La realtà = Le tue sofferenze

Quando ti aspetti qualcosa che non ricevi, soffri perché c’è uno scarto tra quello che desideravi e quello che ottieni realmente.

Questo accade in continuazione, e il problema non è cosa succede o come si comportano gli altri: 

Il problema sono le tue aspettative.

Se dipendi dagli altri, pretenderai tantissimo da loro, perché tutto è nelle loro mani.

Non sempre le persone sapranno fare come pretendi, spesso non lo vorranno neanche. Cosa succede?

Soffri, non per come la gente ti tratta, ma per come tu ti aspettavi si comportasse.

Fidarsi non è rischioso

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Network marketing e gestione del tempo

Network marketing e gestione del tempo
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“Abbiamo una vita sola. Nessuno ci offre una seconda occasione. Se ci si lascia sfuggire qualcosa tra le dita, è perduta per sempre. E poi si passa il resto della vita a cercare di ritrovarla”

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Formazione personale, giocare con le costruzioni porta beneficio ai bambini.

Formazione personale, giocare con le costruzioni porta beneficio ai bambini.
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Giocare con le costruzioni porta beneficio allo sviluppo dei bambini

Mattoncini Lego e formazione professionale. Cosa  accomuna queste due cose?

La nostra formazione personale inizia proprio da bambini… Chi di noi non ha mai giocato con questi giocattoli e forse alcuni di noi, se pur adulti, ne conservano una scatola da qualche parte e un bel ricordo nel cuore. Non è così?

E proprio per questo motivo, che, se tra i tanti giocattoli che ci sono passati tra le mani fin da piccoli ci ricordiamo ancora oggi di quei mattoncini multicolore, questo ci dovrebbe far capire come e quanto i Lego e le costruzioni in generale “giochino” un ruolo fondamentale nella formazione personale e nello sviluppo del bambino. Si perché giocare con le costruzioni fa bene e non sono solo io a dirlo.

Giocare con le costruzioni aiuta i bambini anche in età adulta gettando delle solide basi per una formazione personale solida.

Secondo alcuni studi, i bambini fino a 8 anni imparano soprattutto attraverso il gioco e le costruzioni in particolare aiutano a stimolare la creatività, la fantasia e il problem solving.

Con i mattoncini ogni gioco è possibile: niente sovrastrutture e piena libertà quando si tratta di costruire, attenzione e capacità di analisi quando si tratta di assemblare rispettando delle istruzioni. Lavoro manuale, immaginazione e fantasia fanno il resto! Non trovi che queste capacità sono ricercate da tutti in età adulta magari frequentando corsi costosissimi di formazione personale ?

Ma al di là degli innegabili stimoli creativi che le costruzioni offrono, ci sono anche altri motivi per cui questo fantastico giocattolo non dovrebbe mancare tra i giocattoli dei bambini.

 –  Stimolatori del pensiero matematico.

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Costruire torri, ponti, piattaforme e personaggi vari aiuta il bambino a comprendere lo spazio, le quantità, le dimensioni, le proporzioni, la simmetria. Giocando con i mattoncini i bambini fanno esercizi di equilibrio, testano nuove forme e imparano a dividere e a frazionare. È per questo che in molti asili le costruzioni sono presenti non solo come gioco ma anche come divertente metodo di apprendimento.

–  Stimolatori della motricità fine.

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La motricità fine è il controllo motorio sui piccoli movimenti delle mani e delle dita, così come i piccoli muscoli della faccia e della bocca (lingua) e dei piedi. Tuttavia, quando si parla di motricità fine si tende a concentrare l’attenzione di solito sulla capacità di fare i movimenti più fini con le mani. Giocare con i Lego aiuta perciò il bambino a controllare questi movimenti, a imparare a dosare la pressione delle mani, ad essere precisi nel posizionare le cose.

–  Insegnano ad essere pazienti e perseveranti.

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Giocare con i mattoncini non è un gioco che può essere fatto con la fretta. Questo i bambini lo imparano ogni volta che cade una torre o quando l’oggetto finito non è come deve essere. E allora si ricomincia da capo, con pazienza, cercando di capire l’errore e facendo il possibile per non ripeterlo. Con il tempo i bambini impareranno che con la pazienza e la perseveranza potranno creare costruzioni più elaborate e seguire progetti sempre più complessi. Questo pensiero li aiuterà a essere dei bravi studenti e delle persone migliori.

–  Aiutano lo sviluppo dell’autostima e della fiducia.

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Per un bambino, mettere insieme piccoli pezzi per creare qualcosa di concreto può essere difficile. Il raggiungimento di questo obiettivo è per lui grande fonte di soddisfazione tanto che gli verrà spontaneo e naturale gioire e mostrare con orgoglio il proprio lavoro completato. Questo ha un effetto estremamente positivo sull’autostima di un bambino e fa aumentare la fiducia in sé stessi. Non è cosa da poco oggi giorno non trovi?

–  Coadiuva la socializzazione, la condivisione e la comunicazione.

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Con le costruzioni si può giocare anche in gruppo sia a casa che negli asili e ciò orienta i bambini a socializzare con gli altri. Quando si lavora insieme alla costruzione di qualcosa, i bambini necessariamente devono essere d’accordo sull’idea del gioco da costruire, devono rispettare i turni, devono imparare a comunicare, ad esprimersi e a dividersi ruoli e responsabilità. Solo così capiranno che potranno arrivare ad un risultato comune e potranno avere un’esperienza sociale piacevole.

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Vendita occasionale, come si esercita?

Vendita occasionale, come si esercita?
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Un’attività commerciale come può essere la vendita di beni materiali  esercitata come  vendita occasionale  non necessita dell’apertura di una partita IVA;

Cosa si intende per “ vendita occasionale?

Quali sono comunque gli adempimenti richiesti  per rispettare le norme imposte dal Fisco?

Emiliano Mela Networker Roma vendita occasionale

Caratteristiche dell’attività di vendita occasionale

E’ necessario capire quando un’attività di vendita occasionale possa essere considerata tale; nell’ipotesi infatti in cui un’attività si configurasse come abituale, il reddito conseguito rientrerebbe nella categoria dei redditi d’impresa, con obbligo di apertura della partita iva.

A volte non è semplice distinguere una vendita occasionale da una abituale, in quanto non vi sono specifici limiti di importo da prendere a riferimento, o un numero specifico di azioni  che devono essere svolte per configurare l’attività come abituale: la stessa agenzia delle entrate ha chiarito che la qualifica di imprenditore può determinarsi anche dall’effettuazione di un solo affare, in considerazione della sua rilevanza economica e del numero elevato di operazioni che il suo svolgimento può comportare.

Per essere considerata occasionale l’attività deve essere effettuata in modo accidentale, sporadico, non deve essere svolta con continuità nel tempo anche se, come detto, non è essenziale l’ importo che si va a percepire (che tuttavia può essere considerato un elemento per qualificare un’attività).

break-voice

La ricevuta di vendita occasionale

Premesso questo vediamo qual è la documentazione che deve essere prodotta nel caso di effettuazione di una vendita occasionale: non dovrà essere emessa fattura dato che il cedente non opera in qualità di soggetto passivo iva ma in qualità di un soggetto privato, pertanto si ritiene sia sufficiente il rilascio di una nota di debito o di una quietanza di pagamento.

La stessa agenzia delle entrate ha infatti precisato che il codice civile non prescrive la forma scritta qualora l’oggetto della cessione sia costituito da beni mobili, ma al fine di certificare l’incasso del corrispettivo sarà possibile produrre qualunque tipologia di documento idoneo allo scopo, come ad esempio una ricevuta (o quietanza) di pagamento.

La ricevuta dovrà contenere:

  • i dati del cedente (nome, cognome,  codice fiscale ed eventualmente l’indirizzo);
  • i dati dell’acquirente (nome e cognome nel caso in cui l’acquirente sia un soggetto privato, la ragione sociale nel caso di società);
  • la descrizione del bene venduto;
  • l’importo percepito;
  • l’indicazione che trattasi di “corrispettivo relativo alla cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui all’art. 67 lett. i) del D.P.R. n. 917/1986”
  • la data e firma del cedente che rilascia la ricevuta.

Se l’importo della ricevuta è maggiore o uguale ad euro 77,47 è necessario apporre all’originale del documento una marca da bollo da 2 euro.

break-voice

Redditi da attività occasionali

Da un punto di vista fiscale il trattamento delle attività commerciali svolte in maniera occasionale è disciplinato dall’ art. 67 del Tuir (D.P.R. n. 917/1986): in particolare la lettera i) prevede che siano inclusi tra i redditi diversi quelli derivanti da attività occasionali non esercitate abitualmente.

Pertanto sarà necessario dichiarare i redditi percepiti nel corso dell’anno da tali attività compilando il quadro RL (rigo RL14) del modello Unico Persone fisiche o, in caso di presentazione del modello 730 il quadro D (rigo D5), con la possibilità di computare in diminuzione del reddito percepito le spese sostenute (purché siano documentate ed inerenti).

Si tenga presente infine che, secondo le indicazioni del fisco, sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi i soggetti persone fisiche che possiedono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e altri redditi per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro, quali ad esempio, i redditi derivanti da attività commerciali occasionali o da attività di lavoro autonomo occasionale, in entrambi i casi però se l’importo percepito è pari o inferiore ad euro 4.800 annui.

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NETWORK MARKETING ROMA: Tu cosa scegli, SALE o PEPE?

NETWORK MARKETING ROMA: Tu cosa scegli, SALE o PEPE?
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NETWORK MARKETING ROMA

Alla fine dei giochi saremo comunque giudicati… e non lo dico io ma la maggior parte delle religioni.

In effetti passiamo tutta la vita ad aspettare giudizi, approvazioni, sentense… dai genitori, dalle maestre, all’università; persino quando moriamo.

Emiliano Mela Networker Roma network marketing
NETWORK MARKETING ROMA

Sei stato bravo o cattivo? Inferno o paradiso… ma piuttosto bravo rispetto a cosa?? Ok. Meglio chiudere la parentesi.NETWORK MARKETING ROMA

Dicevo che comunque ti giudicheranno…

Allora l’unica domanda resta: tu che cosa aspetti?!

Meglio essere giudicato per aver tentato e sbagliato che per non aver mai provato. Giusto?

Il più grande problema? La mancanza di uno scopo chiaro. La soluzione più utile: trovarlo e crederci fino in fondo.

network marketing Emiliano Mela Networker Roma
NETWORK MARKETING ROMA

Poi sarai giudicato… o come uno che ci ha provato o come un fottutissimo genio. Questo dipende da te.

Non sono in vendita ricette facilmente ottenibili… non in questa pagina.

Si tratta di allenamento.
Molto allenamento.
Durissimo allenamento.
E tanta, tanta pratica.

Dovrai rinunciare a molto.
Più di quanto tu possa immaginare.

E non importa a nessuno se la vita ti ha tolto già tanto. Ciò che conta è sentire la responsabilità che dipende da te. Solo da te.

Fermati, guardati intorno. Specchiati se puoi. Quello che vedi sei tu e la vita che stai vivendo non é piovuta dal cielo.

Pensaci…

Come hai reagito alle sfide della vita?
Che significato hai dato ai momenti più significativi?
In che cosa hai trasformato i tuoi dolori?

Tutto questo ti ha portato qui.

Ora il mio consiglio in questo post che scrivo mente mangio è…

network marketing Emiliano Mela Networker Roma
NETWORK MARKETING ROMA

Aggiungi sale e pepe alla tua vita. Impara a dare significato. Ti renderai conto ben presto che tutto ha un senso… tutto è in funzione del tuo scopo.

Se anche tu hai sentito persone (intorno a te) criticare ogni tuo tentativo di “miglioramento” personale, allora scrivi qui in basso la tua storia, mi farebbe piacere saperla e leggerti!
Se poi vuoi capire come creare qualcosa online grazie alle tue passioni, GUARDA IL MIO VIDEO!!

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Network Marketing e Libertà Finanziaria, perchè è una reale opportunità

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Network Marketing e Libertà Finanziaria, perchè è una reale opportunità
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Con il Network Marketing ho raggiunto la mia libertà finanziaria, ora ti spiego come.

Network Marketing a Roma, in una grande aula, dopo anni passati alla ricerca della mia libertà finanziaria, un giorno di qualche tempo fa, il relatore disse una frase che mi è rimasta impressa:

“La Battaglia per la tua vita vive nella tua mente…” 

Pensaci un attimo…e segui lo schema,

La tua mente crea i tuoi pensieri

I tuoi pensieri generano le tue convinzioni

Le tue convinzioni poi determinano di conseguenza le tue azioni

Tutto questo crea la tua vita.

 

Forte vero?

In realtà se ci pensiamo bene, la nostra vita è totalmente nelle nostre mani, anzi, forse nella nostra mente, quindi, la Vera e unica Battaglia per la nostra vita, vive nella nostra mente. finanziaria

Network Marketing

Siamo ormai consapevoli che tutto il resto sono solamente scuse  che ci impediscono di vivere la vita che davvero vogliamo ma di cui ci accontentiamo, adesso lascia che ti chieda una cosa:

– Ti sei mai sentito sopraffatto? 

– Hai mai avuto la sensazione di non essere al comando della tua vita?

Beh, io a queste domande, fino a qualche anno fa rispondevo si purtroppo e la cosa brutta, la cosa ancora più sgradevole, era che non sapevo proprio cosa fare, non sapevo come reagire e puoi non credermi, ma era proprio così…

Questo accade perché tendiamo a vedere come al solito solo la punta dell’iceberg, cioè, tendiamo a vedere il risultato finale di quello che hanno ottenuto gli altri, senza pensare a tutto quello che c’è stato prima e spesso, anzi spessissimo, i dolori, le sofferenze, le frustrazioni che hanno avuto queste persone di grande successo non sono visibili ai nostri occhie e a volte sono state anche più grandi delle nostre; ti dico questo perché per me è stato così, anch’io vivevo con questi pensieri e me la raccontavo un po’, in qualche modo è la nostra mente che ci difende da una realtà che ci costringerebbe ad agire ma che se accettata, ci farebbe sentire inferiori, inadeguati.

il network marketing dona nuova vita

 

Ti dico una cosa:

TU, sì proprio TU, non sei inferiore a nessuno.

Io sono partito da sotto zero e la mia vita non è stata facile, anzi tutt’altro e per ottenere quello che oggi è quasi la vita dei miei sogni, quella che sto vivendo, ho dovuto faticare, ho dovuto faticare tanto e nonostante oggi io, davvero sia felice, anche la mia vita è fatta di alti e bassi nonostate abbia raggiunto la mia libertà finanziaria grazie al Network Marketing.

Perché è così?

Perché è normale, dobbiamo solo imparare a gestire i problemi, ad intercettarli e a dominarli in modo diverso e ti sto dicendo questo con questa certezza, con questa sicurezza, perché tanti anni fa, una serie di eventi davvero impattanti nella mia vita, mi hanno fatto toccare il fondo ma il fondo davvero, non sapevo cosa fare in quei momenti della mia vita;

Fortunatamente ho incontrato una persona che mi ha fatto vedere la vita in modo diverso, mi ha aiutato a capire dei meccanismi che avvenivano all’interno della mia mente che, se cavalcati, se dominati, se cambiati, mi avrebbero permesso di trasformare la mia vita;

Grazie al network marketing non è mai tardi per cambiare la tua vita.

Da lì ho capito che è solo quando tocchi il fondo solo quando davvero la vita ti mette alla prova, ti mette in difficoltà,è li che riesci a tirare fuori il tuo vero carattere, la tua vera essenza, è proprio in quei momenti, che trovi l’umiltà e la forza di reagire.

In tanti anni di battaglie, di Lotte, di sofferenze, se sono riuscito poi ad uscire fuori da quella gabbia che mi teneva bloccato e ho ottenuto i risultati che volevo ottenere e la mia vita è cambiata per sempre, dico per sempre perché? Non perché non avrò più difficoltà, ma perché è cambiato il mio modo di ragionare, il mio modo di reagire alle cose che mi capitano oggi, ora so come fare, oggi ho tutti gli strumenti che mi servono ed altri li sto ancora studiando e questo puoi farlo anche TU!

Ne ho la più totale certezza. Ti porterò verso la TUA libertà finanziaria.

Non sono un fenomeno, ne un veggente, sono semplicemente un ragazzo che ha capito alcune cose e le ha messe in pratica impegnandosi e credendoci; qualche tempo fa, grazie alla persona che mi ha sfidato, che mi ha messo alla prova, che mi ha messo in discussione, che mi ha fatto sentire inferiore, ho imparato una frase che mi ha cambiato totalmente la vita, ed è la frase che dico sempre, la mia frase preferita,

“Nessuno al di fuori di te può crederci più di te”.

network marketing e l ‘opportunità di cambiare vita

Perché è vero se non ci avessi creduto io in  me stesso probabilmente non sarei qui a predicare queste cose, probabilmente non riuscirei a vivere grazie alla mia passione, non riuscirei ad ottenere risultati che ottengo e questo è un concetto fondamentale che devi imparare e che devi applicare ogni santo giorno della tua vita.

 

Adesso ascoltami bene! Se stai ancora leggendo, non è perché ti sono simpatico, ne perchè sono un professorone, ma semplicemente perché dentro di te, c’è un ambizione, dentro di te sai che c’è qualcosa che si sta muovendo, sai che dentro di te sta esplodendo come un vulcano quel sentimento che vuole uscire fuori e  gridare al mondo SI CAZZO SONO IO E SONO UN VINCENTE!!!

Si, perché probabilmente un giorno, avevi l’ambizione di distinguerti dagli altri, però poi alla fine c’è sempre stato qualcuno che ti ha detto come dovevi comportarti, un giorno magari… avevi l’ambizione di vivere libero, di  vivere in base ai tuoi tempi, ma poi alla fine… sei finito a vivere una vita all’interno di una gabbia, una vita bloccato, ti senti soffocato da una vita che non senti più tua…

Avevi l’ambizione di controllare il tuo tempo ma alla fine il tuo tempo viene gestito dagli altri.

Magari avevi l’ambizione di realizzare i tuoi sogni,

– Che alla fine con il tempo sono finiti in un vecchio cassetto.

Ma perché?

– Perché hai rinunciato alla tua vera natura?

– Perché hai smesso di credere nei tuoi sogni?

Io lo so… perché ci sono passato, le delusioni fanno male, la sofferenza è qualcosa da cui  noi scappiamo costantemente durante tutta la nostra vita e tutte queste cose ti portano poi col tempo a sfuggire dal rischio, a sfuggire dall’azzardare, a sfuggire dallo sfidarti, dal cogliere nuove opportunità perché hai paura, perché magari non ce l’hai fatta una volta, allora dici, non sono portato, non me lo merito, non sono capace, adesso preferisci magari giocare in sicurezza evitando il rischio per la paura di perdere il lavoro, di perdere la faccia, di perdere il tempo, di perdere l’amore, la stima dei tuoi amici…

ma io credo di sapere di che cosa hai bisogno…

network marketing, salta giù senza pensarci perchè le occasioni capitano una volta sola

 

Tu vorresti un metodo, vorresti una strategia, vorresti qualcosa di sicuro per prendere le decisioni giuste e ottenere per te e i tuoi figli magari ,la tua libertà finanziaria?

Ricorda una cosa fondamentale,

“La magia della felicità vive nella pazzia dell’umanità…”

Si! Perchè una pazzia dovrai farla…

La pazzia di andare controcorrente, la pazzia di prendere una decisione seppur pazza, folle, devi prenderla! devi farlo! Perché altrimenti non otterrai risultati diversi!

 

Einstein dice che:

“Siamo pazzi quando continuiamo a fare le stesse cose aspettandoci risultati diversi”

Se Einstein fosse qui, probabilmente, ti direbbe di fare una pazzia,  fai qualcosa di diverso e torna a sognare e torna a credere nei tuoi sogni, toglili da quel cassetto e rispolverali e riportali alla luce e allora perché?

Se queste cose le sappiamo e sono così scontate perchè continuiamo a commettere gli stessi errori?

– Per quale ragione ci accontentiamo della mediocrità?

– Per quale motivo restiamo fermi a guardare come se stessimo aspettando una     cazzo di autorizzazione?

– Perché abbiamo smesso di sognare?

-Davvero non meritiamo la nostra libertà finanziaria?

 

Ti dico una cosa!

– E se quella ambizione l’avessi ancora?

– E se dentro di te quella fiammella fosse ancora accesa?

– Se i tuoi sogni diventassero realtà?

 

Ti do una bella notizia…

La tua Libertà Finanziaria Dipende da te!

ADESSO devi solo agire,

Devi solo prendere una decisione e iniziare ad agire per stupire e non più per eseguire.

Vivere la vita come una continua sfida e non come una prova da superare.

Perché no!

Non è importante ciò che ti hanno fatto credere fino ad oggi, è importante quello che puoi fare da domani e basta scuse…

Oggi! in questo preciso istante, stiamo vivendo il momento storico migliore per raggiungere la tanto amata libertà finanziaria, ora la fuori è pieno di opportunità, opportunità che però sono mascherate da difficoltà quindi devi essere TU a sviluppare un atteggiamento mentale diverso, per vedere queste opportunità e iniziare a cavalcarle.

Adesso è arrivato il momento in cui ti stacchi dalla massa ed inizi ad ottenere risultati diversi.

Ora, la vera domanda che devi porti, non è più se veramente puoi cambiare la tua vita…

La vera domanda è:

LO FARAI ?

E se non adesso…

QUANDO?

E se non tu…

CHI?

 

Pensaci bene… perchè c’è in ballo la tua unica vita e non avrai mai il bis…

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Vendita occasionale ? Vendere senza partita iva e ricevuta.

Vendita occasionale ? Vendere senza partita iva e ricevuta.
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Un’attività commerciale come può essere la vendita di beni materiali esercitata come ” vendita occasionale ” non necessita dell’apertura di una partita IVA;

Cosa si intende per “attività occasionale?

Quali sono comunque gli adempimenti richiesti per rispettare le norme imposte dal Fisco?

Caratteristiche dell’attività di vendita occasionale

E’ necessario capire quando un’attività di vendita possa essere considerata effettivamente occasionale; nell’ipotesi infatti in cui un’attività si configurasse come abituale, il reddito conseguito rientrerebbe nella categoria dei redditi d’impresa, con obbligo di apertura della partita iva.

A volte non è semplice distinguere una vendita occasionale da una abituale, in quanto non vi sono specifici limiti di importo da prendere a riferimento, o un numero specifico di azioni che devono essere svolte per configurare l’attività come abituale: la stessa agenzia delle entrate ha chiarito che la qualifica di imprenditore può determinarsi anche dall’effettuazione di un solo affare, in considerazione della sua rilevanza economica e del numero elevato di operazioni che il suo svolgimento può comportare.

Per essere considerata occasionale l’attività deve essere effettuata in modo accidentale, sporadico, non deve essere svolta con continuità nel tempo anche se, come detto, non è essenziale l’ importo che si va a percepire (che tuttavia può essere considerato un elemento per qualificare un’attività).

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La ricevuta di vendita occasionale

Premesso questo vediamo qual è la documentazione che deve essere prodotta nel caso di effettuazione di una vendita occasionale: non dovrà essere emessa fattura dato che il cedente non opera in qualità di soggetto passivo iva ma in qualità di un soggetto privato, pertanto si ritiene sia sufficiente il rilascio di una nota di debito o di una quietanza di pagamento.

La stessa agenzia delle entrate ha infatti precisato che il codice civile non prescrive la forma scritta qualora l’oggetto della cessione sia costituito da beni mobili, ma al fine di certificare l’incasso del corrispettivo sarà possibile produrre qualunque tipologia di documento idoneo allo scopo, come ad esempio una ricevuta (o quietanza) di pagamento.

La ricevuta dovrà contenere:

  • i dati del cedente (nome, cognome, codice fiscale ed eventualmente l’indirizzo);
  • i dati dell’acquirente (nome e cognome nel caso in cui l’acquirente sia un soggetto privato, la ragione sociale nel caso di società);
  • la descrizione del bene venduto;
  • l’importo percepito;
  • l’indicazione che trattasi di “corrispettivo relativo alla cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui all’art. 67 lett. i) del D.P.R. n. 917/1986”
  • la data e firma del cedente che rilascia la ricevuta.

Se l’importo della ricevuta è maggiore o uguale ad euro 77,47 è necessario apporre all’originale del documento una marca da bollo da 2 euro.

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Redditi da attività occasionali

Da un punto di vista fiscale il trattamento delle attività commerciali svolte in maniera occasionale è disciplinato dall’ art. 67 del Tuir (D.P.R. n. 917/1986): in particolare la lettera i) prevede che siano inclusi tra i redditi diversi quelli derivanti da attività occasionali non esercitate abitualmente.

Pertanto sarà necessario dichiarare i redditi percepiti nel corso dell’anno da tali attività compilando il quadro RL (rigo RL14) del modello Unico Persone fisiche o, in caso di presentazione del modello 730 il quadro D (rigo D5), con la possibilità di computare in diminuzione del reddito percepito le spese sostenute (purché siano documentate ed inerenti).

Si tenga presente infine che, secondo le indicazioni del fisco, sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi i soggetti persone fisiche che possiedono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e altri redditi per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro, quali ad esempio, i redditi derivanti da attività commerciali occasionali o da attività di lavoro autonomo occasionale, in entrambi i casi però se l’importo percepito è pari o inferiore ad euro 4.800 annui.

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LEGGE 173/2005 vendita diretta a domicilio

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LEGGE 173/2005

LEGGE 173/2005 vendita diretta a domicilio, tutto quello che c’è da sapere.

La Camera dei deputati ed il Senato dellaRepubblica hanno approvato;LEGGE 173/2005 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge:

ART. 1.LEGGE 173/2005

(Definizioni e ambito di applicazione della legge)

1. Al fini della presente legge si intendono:LEGGE 173/2005

a) per “vendita diretta a domicilio”, la forma speciale di vendita al dettaglio e di offerta di beni e servizi, di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, effettuate tramite la raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio del consumatore finale o nei locali nei quali il consumatore si trova, anche temporaneamente, per motivi personali, di lavoro, di studio, di intrattenimento o di svago;

b) per “incaricato alla vendita diretta a domicilio“, colui che, con o senza vincolo di subordinazione, promuove, direttamente o indirettamente, la raccolta di ordinativi di acquisto presso privati consumatori per conto di imprese esercenti la vendita diretta a domicilio;

c) per “impresa” o “imprese”, l’impresa o le imprese esercenti la vendita diretta a domicilio di cui alla lettera a).

2. Le disposizioni della presente legge, ad eccezione di quanto previsto dagli articoli 5, 6 e 7, non si applicano alla offerta, alla sottoscrizione e alla propaganda ai fini commerciali di:

a) prodotti e servizi finanziari;LEGGE 173/2005

b) prodotti e servizi assicurativi;LEGGE 173/2005

c) contratti per la costruzione, la vendita e la locazione di beni immobili.LEGGE 173/2005


  Avvertenza: Le note qui pubblicate sono state redatte ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota all’art. 1: – L’art. 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, recante «Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’art. 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59», (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 aprile 1998, n. 95, S.O.), e’ il seguente: «Art. 19 (Vendite effettuate presso il domicilio dei consumatori). – 1. La vendita al dettaglio o la raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio dei consumatori, e’ soggetta a previa comunicazione al comune nel quale l’esercente ha la residenza, se persona fisica, o la sede legale. 2. L’attivita’ puo’ essere iniziata decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 1. 3. Nella comunicazione deve essere dichiarata la sussistenza dei requisiti di cui all’art. 5 e il settore merceologico. 4. Il soggetto di cui al comma 1, che intende avvalersi per l’esercizio dell’attivita’ di incaricati, ne comunica l’elenco all’autorita’ di pubblica sicurezza del luogo nel quale ha la residenza o la sede legale e risponde agli effetti civili dell’attivita’ dei medesimi. Gli incaricati devono essere in possesso dei requisiti di cui all’art. 5, comma 2. 5. L’impresa di cui al comma 1 rilascia un tesserino di riconoscimento alle persone incaricate, che deve ritirare non appena esse perdano i requisiti richiesti dall’art. 5, comma 2. 6. Il tesserino di riconoscimento di cui al comma 5 deve essere numerato e aggiornato annualmente, deve contenere le generalita’ e la fotografia dell’incaricato, l’indicazione a stampa della sede e dei prodotti oggetto dell’attivita’ dell’impresa, nonche’ del nome del responsabile dell’impresa stessa, e la firma di quest’ultimo e deve essere esposto in modo visibile durante le operazioni di vendita. 7. Le disposizioni concernenti gli incaricati si applicano anche nel caso di operazioni di vendita a domicilio del consumatore effettuate dal commerciante sulle aree pubbliche in forma itinerante. 8. Il tesserino di riconoscimento di cui ai commi 5 e 6 e’ obbligatorio anche per l’imprenditore che effettua personalmente le operazioni disciplinate dal presente articolo. 9. Alle vendite di cui al presente articolo si applica altresi’ la disposizione dell’art. 18, comma 7».


ART. 2. LEGGE 173/2005

(Esercizio dell’attivita’ di vendita diretta a domicilio) LEGGE 173/2005

1. Alle attivita’ di vendita diretta a domicilio di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), si applicano le disposizioni di cui agli articoli 19, 20 e 22, commi 1 e 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, nonche’ le disposizioni vigenti in materia di commercializzazione dei beni e dei servizi offerti.


ART. 3. LEGGE 173/2005

(Attivita’ di incaricato alla vendita diretta a domicilio) LEGGE 173/2005

1. L’attivita’ di incaricato alla vendita diretta a domicilio, con o senza vincolo di subordinazione, e’ soggetta all’obbligo del possesso del tesserino di riconoscimento di cui all’articolo 19, commi 5 e 6, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e puo’ essere svolta da chi risulti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 5, comma 2, del medesimo decreto legislativo.

2. L’attivita’ di incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione puo’ essere esercitata come oggetto di una obbligazione assunta con contratto di agenzia.

3. L’attivita’ di incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione puo’ essere altresi’ esercitata, senza necessita’ di stipulare un contratto di agenzia, da soggetti che svolgono l’attivita’ in maniera abituale, ancorche’ non esclusiva, o in maniera occasionale, purche’ incaricati da una o piu’ imprese.

4. La natura dell’attivita’ di cui al comma 3 e’ di carattere occasionale sino al conseguimento di un reddito annuo, derivante da tale attivita’, non superiore a 5.000 euro.

5. Resta ferma la disciplina previdenziale recata dall’articolo 44, comma 2, ultimo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.


Note all’art. 3: – Per il testo dell’art. 19, commi 5 e 6 del gia’ citato decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, si veda la nota all’art. 1. – Il testo dell’art. 5, comma 2 del gia’ citato decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e’ il seguente: «Art. 5 (Requisiti di accesso all’attivita). – 1. Ai sensi del presente decreto l’attivita’ commerciale puo’ essere esercitata con riferimento ai seguenti settori merceologici: alimentare e non alimentare. 2. Non possono esercitare l’attivita’ commerciale, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione: a) coloro che sono stati dichiarati falliti; b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale e’ prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale; c) coloro che hanno riportato una condanna a pena detentiva, accertata con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti di cui al titolo II e VIII del libro II del codice penale, ovvero di ricettazione, riciclaggio, emissione di assegni a vuoto, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina; d) coloro che hanno riportato due o piu’ condanne a pena detentiva o a pena pecuniaria, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attivita’, accertate con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti previsti dagli articoli 442, 444, 513, 513-bis, 515, 516 e 517 del codice penale, o per delitti di frode nella preparazione o nel commercio degli alimenti, previsti da leggi speciali; e) coloro che sono sottoposti ad una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza». – Il testo dell’art. 44, comma 2, ultimo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei conti pubblici) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 ottobre 2003, n. 229, S.O. e convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 24 novembre 2003, n. 326 (Gazzetta Ufficiale 25 novembre 2003, n. 274, S.O.), e’ il seguente: «Art. 44 (Disposizioni varie in materia previdenziale). – 1. (Omissis). 2. (Omissis). Per il versamento del contributo da parte dei soggetti esercenti attivita’ di lavoro autonomo occasionale si applicano le modalita’ ed i termini previsti per i collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla predetta gestione separata».


ART. 4.LEGGE 173/2005

(Disciplina del rapporto fra impresa affidante e incaricato alla vendita diretta a domicilio. Compenso dell’incaricato)

1. All’incaricato alla vendita diretta a domicilio con vincolo di subordinazione si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato dall’impresa esercente la vendita diretta. All’incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione di cui all’articolo 3, comma 2, si applicano gli accordi economici collettivi di settore.

2. Per l’incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione di cui all’articolo 3, comma 3, l’incarico deve essere provato per iscritto e puo’ essere liberamente rinunciato, anche per fatti concludenti con relativa presa d’atto dell’impresa affidante, o revocato per iscritto tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento o altro mezzo idoneo. L’atto di conferimento dell’incarico deve contenere l’indicazione dei diritti e degli obblighi di cui ai commi 3 e 6.

3. L’incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione di cui all’articolo 3, comma 3, ha diritto di recedere dall’incarico, senza obbligo di motivazione, inviando all’impresa affidante una comunicazione, a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, entro dieci giorni lavorativi dalla stipula dell’atto scritto di cui al comma 2. In tale caso, l’incaricato e’ tenuto a restituire a sua cura e spese i beni e i materiali da dimostrazione eventualmente acquistati e l’impresa, entro trenta giorni dalla restituzione dei beni e dei materiali, rimborsa all’incaricato le somme da questi eventualmente pagate. Il rimborso e’ subordinato all’integrita’ dei beni e dei materiali restituiti.

4. Nei confronti dell’incaricato alla vendita diretta a domicilio non puo’ essere stabilito alcun obbligo di acquisto: a) di un qualsiasi ammontare di materiali o di beni commercializzati o distribuiti dall’impresa affidante, ad eccezione dei beni e dei materiali da dimostrazione strumentali alla sua attivita’ che per tipologia e quantita’ sono assimilabili ad un campionario; b) di servizi forniti, direttamente o indirettamente, dall’impresa affidante, non strettamente inerenti e necessari all’attivita’ commerciale in questione, e comunque non proporzionati al volume dell’attivita’ svolta.LEGGE 173/2005

5. Nel caso in cui l’incarico venga rinunciato o revocato, il tesserino di riconoscimento di cui all’articolo 3, comma 1, e’ ritirato.LEGGE 173/2005 

6. In aggiunta al diritto di recesso di cui al comma 3, all’incaricato alla vendita diretta a domicilio e’ in ogni caso riconosciuto, in tutte le altre ipotesi di cessazione per qualsiasi causa del rapporto con l’impresa affidante, il diritto di restituzione e, entro trenta giorni, alla rifusione del prezzo relativamente ai beni e ai materiali integri eventualmente posseduti in misura non inferiore al 90 per cento del costo originario.LEGGE 173/2005 

7. L’incaricato alla vendita diretta a domicilio deve attenersi alle modalita’ e alle condizioni generali di vendita stabilite dall’impresa affidante. In caso contrario, egli e’ responsabile dei danni derivanti dalle condotte difformi da lui adottate rispetto alle modalita’ e alle condizioni di cui al primo periodo.

8. L’incaricato alla vendita diretta a domicilio non ha, salvo espressa autorizzazione scritta, la facolta’ di riscuotere il corrispettivo degli ordinativi di acquisto che abbiano avuto regolare esecuzione presso i privati consumatori ne’ di concedere sconti o dilazioni di pagamento.LEGGE 173/2005

9. Il compenso dell’incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione e’ costituito dalle provvigioni sugli affari che, accettati, hanno avuto regolare esecuzione. La misura delle provvigioni e le modalita’ di corresponsione devono essere stabilite per iscritto.


ART. 5.LEGGE 173/2005

(Divieto delle forme di vendita piramidali e di giochi o catene)

1. Sono vietate la promozione e la realizzazione di attivita’ e di strutture di vendita nelle quali l’incentivo economico primario dei componenti la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che sulla loro capacita’ di vendere o promuovere la vendita di beni o servizi determinati direttamente o attraverso altri componenti la struttura. ((1))

2. E’ vietata, altresi’, la promozione o l’organizzazione di tutte quelle operazioni, quali giochi, piani di sviluppo, “catene di Sant’Antonio”, che configurano la possibilita’ di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone e in cui il diritto a reclutare si trasferisce all’infinito previo il pagamento di un corrispettivo.

—————– AGGIORNAMENTO (1) Il D.Lgs. 2 agosto 2007, n. 146 ha disposto (con l’art. 5, comma 1) che “Dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo gli articoli 5, comma 1, e 7, della legge 17 agosto 2005, n. 173, recante disciplina della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali, sono abrogati nella parte in cui riguardano forme di vendita piramidali tra consumatori e professionisti come definite all’articolo 23, comma 1, lettera p), del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo in cui e’ previsto o ipotizzabile un contributo da parte di un consumatore come definito dall’articolo 18, comma 1, lettera a), del predetto codice.

I suddetti articoli 5, comma 1, e 7, restano applicabili pertanto alle forme di promozione piramidale che coinvolgano qualsiasi persona fisica o giuridica che agisce nel quadro della sua attivita’ commerciale, industriale, artigianale o professionale”.


ART. 6.LEGGE 173/2005

(Elementi presuntivi)LEGGE 173/2005

1. Costituisce elemento presuntivo della sussistenza di una operazione o di una struttura di vendita vietate ai sensi dell’articolo 5 la ricorrenza di una delle seguenti circostanze:

a) l’eventuale obbligo del soggetto reclutato di acquistare dall’impresa organizzatrice, ovvero da altro componente la struttura, una rilevante quantita’ di prodotti senza diritto di restituzione o rifusione del prezzo relativamente ai beni ancora vendibili, in misura non inferiore al 90 per cento del costo originario, nel caso di mancata o parzialmente mancata vendita al pubblico;

b) l’eventuale obbligo del soggetto reclutato di corrispondere, all’atto del reclutamento e comunque quale condizione per la permanenza nell’organizzazione, all’impresa organizzatrice o ad altro componente la struttura, una somma di denaro o titoli di credito o altri valori mobiliari e benefici finanziari in genere di rilevante entita’ e in assenza di una reale controprestazione;

c) l’eventuale obbligo del soggetto reclutato di acquistare, dall’impresa organizzatrice o da altro componente la struttura, materiali, beni o servizi, ivi compresi materiali didattici e corsi di formazione, non strettamente inerenti e necessari alla attivita’ commerciale in questione e comunque non proporzionati al volume dell’attivita’ svolta.


ART. 7.

(Sanzioni)LLEGGE 173/2005EGGE 173/2005

1. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque promuove o realizza le attivita’ o le strutture di vendita o le operazioni di cui all’articolo 5, anche promuovendo iniziative di carattere collettivo o inducendo uno o piu’ soggetti ad aderire, associarsi o affiliarsi alle organizzazioni od operazioni di cui al medesimo articolo, e’ punito con l’arresto da sei mesi ad un anno o con l’ammenda da 100.000 euro a 600.000 euro.

2. Per le violazioni di cui al comma 1 si applica la sanzione accessoria della pubblicazione del provvedimento con le modalita’ di cui all’articolo 36 del codice penale e della sua comunicazione alle associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale.

3. All’impresa che non rispetti le disposizioni di cui all’articolo 4, commi 2, 3, 5, 6 e 9, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 5.000 euro. ((1)) La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a La Maddalena, addi’ 17 agosto 2005 CIAMPI Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Visto, il Guardasigilli: Castelli —————–

AGGIORNAMENTO (1) Il D.Lgs. 2 agosto 2007, n. 146 ha disposto (con l’art. 5, comma 1) che “Dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo gli articoli 5, comma 1, e 7, della legge 17 agosto 2005, n. 173, recante disciplina della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali, sono abrogati nella parte in cui riguardano forme di vendita piramidali tra consumatori e professionisti come definite all’articolo 23, comma 1, lettera p), del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del consumo in cui e’ previsto o ipotizzabile un contributo da parte di un consumatore come definito dall’articolo 18, comma 1, lettera a), del predetto codice.

I suddetti articoli 5, comma 1, e 7, restano applicabili pertanto alle forme di promozione piramidale che coinvolgano qualsiasi persona fisica o giuridica che agisce nel quadro della sua attivita’ commerciale, industriale, artigianale o professionale”.


Testo in vigore dal: 21-9-2007